Le pale eoliche sono progettate per resistere a vent’anni di vento e intemperie. Leggere ma fortissime, flessibili ma robuste. Quando arrivano a fine vita, però, la loro struttura in fibra di vetro, resine e legno di balsa rende il recupero più complesso rispetto ad acciaio e cemento.
Secondo WindEurope, entro il 2030 il materiale proveniente dalle pale dismesse passerà da circa 20.000 a 55.000 tonnellate l’anno. Per questo il settore ha deciso di vietarne lo smaltimento in discarica dal 2026, puntando al riutilizzo totale.
Intanto qualcuno sperimenta. ACCIONA ha creato le prime tavole da surf realizzate con pale dismesse del parco di Waubra, in Australia. In collaborazione con il surfista Josh Kerr e Draft Surf sono nati 10 prototipi.
La curvatura della pala è diventata perfetta per le pinne, mentre fibra riciclata e resina epossidica creano uno strato composito rinforzato. Circa il 30% della tavola è materiale “Turbine Made”: leggero, resistente, performante.
Un oggetto nato per catturare il vento ora cavalca le onde. E dimostra che la circolarità può trasformare l’energia di ieri nelle performance di domani.