Coltivati e consumati fin dall’antichità, la loro diffusione nel bacino del Mediterraneo risale all’epoca romana, per poi estendersi nel resto d’Europa. Oggi l’Italia è tra i principali produttori europei di asparagi verdi, con un ruolo rilevante soprattutto nelle regioni meridionali.
Cosa mangiamo degli asparagi?
La parte edibile è il turione, ovvero il giovane fusto. Il colore varia in base al metodo di coltivazione, ma le caratteristiche nutrizionali restano simili. Gli asparagi hanno un contenuto calorico molto basso, sono composti per circa il 90% da acqua, contengono pochissimi grassi ma apportano fibre, vitamine e minerali.
Conservazione e cottura: cosa sapere.
Per mantenere al meglio le qualità nutrizionali:
- conserva gli asparagi in frigorifero e consumali entro pochi giorni
- in alternativa, possono essere congelati
- scegli cotture brevi, al vapore o in poca acqua
Gli asparagi sono un ortaggio pratico, a basso contenuto calorico e nutriente, facilmente inseribile nella spesa quotidiana. Grazie al basso apporto calorico, alla ricchezza di fibre e ai composti bioattivi, rappresentano una scelta intelligente per chi vuole mangiare in modo equilibrato senza rinunciare al gusto. Tradizione mediterranea approvata, carrello promosso!
Per saperne di più
Redondo-Cuenca A et al. (2023). Nutritional composition of green asparagus (Asparagus officinalis L.), edible part and by-products, and assessment of their effect on the growth of human gut-associated bacteria. Food research international, 163, 112284. https://doi.org/10.1016/j.foodres.2022.112284
Goñi I. et al. (2024). Composition and Functional Properties of the Edible Spear and By-Products from Asparagus officinalis L. and Their Potential Prebiotic Effect. Foods, 13(8), 1154. https://doi.org/10.3390/foods13081154
Smartfood IEO, Asparagi: proprietà, caratteristiche e curiosità
CREA (Consiglio per ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) Tabelle di composizione degli alimenti. https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/005040
Redatto da:
Federica Volpe - Assegnista di ricerca
Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali
Università Cattolica del Sacro Cuore, Piacenza.