Messina, futuro mediterraneo

Tra antichi sapori della cucina siciliana e innovazione hi-tech, la città dello Stretto è sempre più una meta da scoprire, anche in autunno

Messina offre una doppia anima: quella antica, segnata da chiese e monumenti storici, e quella proiettata nel futuro, tra startup, spazi di coworking e centri di ricerca d’eccellenza. Un esempio? Il progetto dell’I-Hub dello Stretto, con il quale Messina si candida a diventare un punto di riferimento nel campo dell'innovazione, così come il Sud Innovation Summit, l’appuntamento d’autunno per chi vuole scoprire le frontiere di green-tech e intelligenza artificiale.

Settembre e ottobre sono mesi ideali per visitarla, quando le giornate sono ancora calde e i cieli azzurri, ma le folle estive iniziano a diradarsi: è il momento giusto per esplorare la città, le sue frazioni marinare e le sponde placide dei laghetti di Ganzirri, tra antiche tonnare e progetti all’avanguardia.

I QUARTIERI IMPERDIBILI
Situata tra due mari e due mondi, Messina è una città che spesso resta in disparte nei radar turistici, eppure è uno scrigno di tesori: storia millenaria, cucina genuina, innovazione sociale e paesaggi mozzafiato. Ecco che cosa c’è da vedere.

1. Centro storico e stretto
Nel cuore di Messina, il tempo si intreccia. Il Duomo, ricostruito dopo il sisma del 1908, conserva lo spirito della città: sobrio all’esterno, sorprendente dentro. La Fontana di Orione, “la più bella del Cinquecento europeo”, secondo lo storico Bernard Berenson, realizzata da un discepolo di Michelangelo Buonarroti nel 1500, rappresenta i fiumi Nilo, Tevere, Ebro e Canaro. Fu scolpita per celebrare il primo acquedotto della città e fa bella mostra di sé poco distante dalla torre del campanile, il cui orologio astronomico è un vero capolavoro: ogni giorno, a mezzogiorno, prende vita una coreografia di statue meccaniche tra le più complesse al mondo, della durata di 12 minuti, al suono dell’Ave Maria di Schubert. Il leone ruggisce, il gallo canta, le campane suonano, mentre angeli, santi e simboli della città si animano in una sequenza spettacolare e toccante. Un rito che incanta locali e visitatori ogni volta.

Piazza Cairoli, il salotto urbano della città, è sempre animata: tra vetrine, aiuole curate e bar, è perfetta per una pausa caffè. In centro città, tra via Garibaldi e via dei Mille, ci sono botteghe che vendono le celebri ceramiche di Santo Stefano di Camastra, e poi conserve locali, dolci tipici (come gli ’nzuddi), capperi di Salina, miele dell’Etna e liquori all’arancia o al limone. Il mercato di Piazza del Popolo è ideale per fare scorta di queste specialità.

Per osservare l’incessante via-vai tra le due sponde e raggiungere con lo sguardo la Calabria e l’Italia, basta fare una passeggiata al Belvedere di Cristo Re, la parte più alta e panoramica della città, con una vista privilegiata sul porto e il golfo, da cui osservare la Madonna della Lettera che accoglie chiunque passi da quel tratto di mare.

 

2. Ganzirri e Capo Peloro: mare, tradizioni e silenzio
La Riviera Nord di Messina
è l’anima lenta e genuina della città: tra le case colorate di Ganzirri e i ristoranti affacciati sui suoi laghetti, l’atmosfera invita a scoprire la cucina di mare e le antiche tradizioni di pesca. Qui la pesca e la coltura del mitilo sono ancora praticate, così come l’uso delle storiche feluche per il pesce spada. Si può addirittura prenotare un’uscita in barca con pranzo a bordo, tra storie di mare e tradizione (Associazione Pescatori Feluche Dello Stretto, Presidio Slow Food https://imancusopescaturismo.com/excursions).

Da non perdere una sosta al tramonto sulla lingua di sabbia di Capo Peloro, tra Sicilia e Calabria, per sentirsi come sospesi tra due mari e ammirare le correnti dello Stretto. A fare da cornice, la Pineta di Torre Faro, perfetta per passeggiate tra natura e panorami marini.

 

3. Viale San Martino e dintorni: la città che si reinventa
Lungo Viale San Martino si respira un’energia nuova: tra boutique storiche, street art, gallerie e locali giovani, questo asse è il cuore moderno della città.

Una tappa obbligata è la Galleria Vittorio Emanuele III, elegante passaggio coperto, punto d’incontro tra l’antico e il contemporaneo.

Qui ogni anno prende vita il Sud Innovation Summit, evento dedicato alla tecnologia e al futuro del Mezzogiorno. La prossima edizione è attesa per novembre 2025, e ospiterà startup, creator, esperti di AI, innovazione sociale e green economy, con panel, workshop e momenti di networking. Una finestra aperta sull’anima più innovativa della città.

 

Sapori autentici
La città di Messina si distingue per una tradizione gastronomica ricca e variegata, che affascina sia per il suo vivace street food che per le ricette tipiche da non perdere. Tra i protagonisti troviamo i pidoni fritti, sorta di piccoli calzoni preparati con un impasto semplice a base di strutto e vino bianco, farciti con scarola, acciughe e tuma siciliana: un perfetto spuntino da gustare passeggiando, magari accompagnato da una fresca Birra Messina.

Imperdibili anche gli arancini (rigorosamente al maschile, come vuole la tradizione locale), dalla forma allungata e ripieni di ragù e mortadella. Un altro simbolo della cucina messinese è la focaccia, che abbina pomodorini, tuma, scarola e acciughe in un connubio di sapori autentici.

Chi conosce a fondo le specialità locali sa apprezzare anche pietanze meno note, come le scagghiozze – croccanti frittelle di polenta – o le stigghiole, intestini di maiale arrostiti allo spiedo. Per un pasto più completo, si può optare per la pasta ‘ncaciata, resa celebre anche da Montalbano: una ricca combinazione di ragù, salame, formaggio, piselli, melanzane fritte e uova sode.

Tra i secondi piatti spiccano le braciolettine alla messinese e il cosiddetto “falso magro”, un rotolo di carne ripieno di pancetta, formaggio e uova. Gli amanti del pesce avranno solo l’imbarazzo della scelta: dallo stocco alla ghiotta – condito con cipolla, sedano e olive – al ventre di pesce farcito, fino alle frittelle di rossetti e alle mille interpretazioni del pesce spada, cucinato alla ghiotta, alla eoliana o semplicemente arrosto.

A chiudere in dolcezza ci pensano la pignolata – dolcetti al forno coperti di glassa al limone o al cioccolato – il bianco e nero, una sorta di profiterole con panna e gianduia, e naturalmente la granita messinese, da gustare con panna e brioche.

 

Dove dormire
• VMaison Hotel (boutique design, centro)
 Ogni camera è diversa, curata in stile moderno con richiami artistici siciliani. Il rooftop bar offre una vista romantica sulla città e sullo Stretto. www.vmaison.it/hotel-messina

• La Murina (vista lago, charme discreto) Un B&B immerso nella quiete del borgo, con stanze affacciate sul lago. Perfetto per chi cerca relax e contatto con la natura. www.lamurina.it

• B&B Margherita (praticità e comfort urbano) Nel centro di Messina, in pochi minuti anche a piedi si riesce a raggiungere qualsiasi attrazione della città e il Duomo. www.bnbmargherita.it

 

Dove mangiare
• La Corte dei Mari (Ganzirri)
 Un ristorante che si affaccia direttamente sul lago, dove ogni dettaglio è curato per offrire un’esperienza autentica.

• Casa & Putia (centro città) Una vera chicca gastronomica nel cuore di Messina. Il menu cambia stagionalmente e si affida a piccoli produttori locali.

• Ristorante Anselmo (Ganzirri) Una trattoria storica che affaccia direttamente sul Lago di Ganzirri, con una tradizione familiare che si tramanda da generazioni. Il must qui è il pesce freschissimo.

Chicche da veri Local

Macelleria Lipari
Non è una semplice macelleria, ma un’istituzione messinese per chi ama la carne fatta come si deve.
Qui si trovano le braciole messinesi pronte per la griglia (sottili, ripiene, arrotolate e condite con caciocavallo, pangrattato, prezzemolo e aglio), ma anche tagli pregiati locali, lavorati con cura e grande esperienza. È uno dei luoghi migliori per fare scorta prima di una grigliata “alla messinese”, come vuole la tradizione. Frequentata dai locali, apprezzata anche dai ristoratori.

Pasticceria Eden (Ganzirri)
Non solo una pasticceria, ma una delle migliori graniterie di tutta la Sicilia orientale. Il banco è un trionfo di gusti classici (limone, fragola, mandorla) e versioni più creative come fichi, pistacchio di Bronte, pesca bianca. Servite nella tipica brioche col tuppo, con panna montata a parte se vuoi l’esperienza completa. Oltre alle granite, da Eden si trovano cannoli, paste di mandorla, pignolata e cassate reali. Da gustare seduti, davanti al lago, in pieno relax.

Esperienza tra i due mari
Fare un tuffo nelle acque dello Stretto è un’esperienza rigenerante. La spiaggia più amata dai local è quella di Capo Peloro, dove si può fare una cosa unica: entrare in acqua con un piede nel Tirreno e uno nello Ionio. Le correnti che si incrociano sono uno spettacolo visivo (e sensoriale).
Qui campeggia un enorme traliccio, che serviva fino a qualche tempo fa a trasportare la corrente elettrica dal continente all’isola, ma che adesso ha perso la sua funzione originale. I messinesi sono molto orgogliosi del loro “Pilone”, arrivando a paragonarlo a una piccola Torre Eiffel. La spiaggia sabbiosa e le acque rinfrescate dalle correnti dello stretto offrono bagni tonificanti e relax in pieno stile autoctono. Portate maschera e pinne: fondali limpidi e fauna abbondante.

La molluschicoltura a Ganzirri – l’identità del lago
Ganzirri non è solo pittoresco: è anche un polo storico di molluschicoltura. Qui si allevano cozze e vongole in modo tradizionale, con impianti visibili dal lungolago. È una delle risorse economiche locali più importanti, tramandata da generazioni e oggi parte anche di percorsi educativi e turistici.
Queste acque, ricche di sali minerali e soggette a un continuo ricambio grazie alle correnti marine dello stretto, creano le condizioni perfette per la crescita delle cozze di Ganzirri, dal sapore inconfondibile e dalla consistenza carnosa. Alcune trattorie servono direttamente i mitili del lago, garantendo freschezza assoluta.

Queste chicche sono state segnalate da: Antonino Saccone, nato a Messina, co-founder di Digital Machine, vive a Milano ma torna giù appena può.