Dal canile a casa

Adottare un cane abbandonato è una scelta importante, che richiede consapevolezza, ascolto e pazienza. Ma potrà nascere una relazione davvero unica

 

P

er un cane, oltre allo stretto necessario per
la sopravvivenza, sono indispensabili: spazio, relazioni sociali e coerenza.

 

EDUCAZIONE E ACCOGLIENZA

Meglio semplificare al massimo i messaggi e, da subito, stabilire le regole di interazione. Se gli si permette di saltarci addosso per salutarci, non si può pretendere che non lo faccia con gli ospiti; se invece si decide che potrà salire sul divano, non si deve poi cacciarlo a nostro piacimento. 

Diamogli un suo spazio: è importante che abbia un luogo dove poter dormire e riposare sereno. E stabiliamo invece da subito le zone tabù.

Per quanto riguarda il cibo, scegliamo un posto (sarà sempre lo stesso) e, dopo aver deciso quando darlo, chiamiamo il cane e appoggiamo la ciotola a terra, allontanandoci. Lasciamola a disposizione per una ventina di minuti, poi togliamola anche se non ha mangiato. La porteremo via quando il cane se ne disinteressa e, le prime volte, quando è lontano. L'acqua fresca, invece, deve restare sempre a disposizione.

Per i giretti, portiamolo fuori dopo ogni pasto, dopo un pisolino e la mattina appena sveglio: sarà più difficile che faccia i suoi bisogni per casa. Ma se dovesse capitare, non puniamolo: è inutile e, a volte, dannoso. Il cane non capisce che viene sgridato proprio per quel motivo e lo percepisce come una punizione inspiegabile. Potrebbe, inoltre, pensare che non vogliamo che faccia i bisogni davanti a noi e in futuro cercare in ogni modo di farlo di nascosto. Limitiamoci a lodarlo con un “bravo” quando lo fa nel posto giusto.

 

PROBLEMI DI COMPORTAMENTO

• Timidezza e paura

Rumori come aspirapolvere, tapparelle e traffico possono causare immobilità o aggressività. Come prima cosa, appuriamo già in canile se manifesta tali atteggiamenti. Quindi, manteniamo un atteggiamento calmo, comportiamoci normalmente e mandiamogli messaggi chiari. La routine in questi casi aiuta perché dà sicurezza. Per abituarlo alle passeggiate, procuriamoci una pettorina morbida e utilizziamo guinzagli in nylon. Usciamo negli orari più tranquilli (mattina presto, ore di pranzo e sera tardi) e portiamoci dietro un guinzaglio estensibile da sostituire a quello corto appena lo vedremo rilassato e pronto a esplorare.

• Timore della solitudine

Abituato alla presenza di simili e umani in canile, ritrovandosi solo potrebbe manifestare il disagio con abbai continui, distruzioni e bisogni ovunque. Per abituarlo a stare solo, qualche volta ignoriamolo e non permettiamogli di seguirci dappertutto. Prima di uscire e al rientro evitiamo saluti troppo affettuosi: facciamo finta di nulla sottolineando la normalità della cosa. Aumentiamo l'esercizio
fisico e i giochi, prendendo sempre noi l'iniziativa: ciò ridurrà lo stress e lo aiuterà a capire che deve aspettare per ricevere attenzione.

 

• Aggressività

Può manifestarsi in varie circostanze: per difendere il luogo in cui riposa o il cibo, quando viene accarezzato, con gli altri cani o persone. Nei primissimi giorni dopo l'adozione il cane è di solito impaurito e disorientato ed è difficile che manifesti aggressività: è bene dare subito indicazioni corrette e coerenti. Se notiamo aggressività per difesa della cuccia, non disturbiamolo mentre riposa e abituiamoci a chiamarlo per nome prima di avvicinarci a coccolarlo. Nel caso del cibo, mettiamo la ciotola a terra prima di chiamarlo e lasciamolo solo (chiudendo la porta o mettendo un cancelletto). Se ringhia quando viene accarezzato, lasciamo che prima si abitui alla nostra presenza, alla voce, ai movimenti e agli odori nuovi. Gradualmente proveremo ad avvicinarci e, se non manifesterà reazioni aggressive, lo accarezzeremo in zone per lui non minacciose (es. torace) premiandolo con un bocconcino prelibato.

 

• N.B. Alcuni comportamenti sono difficilmente gestibili e potrebbe essere necessario l'aiuto di uno specialista. Rivolgiamoci al veterinario
chiedendo di indicarci un comportamentalista.