A spasso con gli accessori ok

Quando è ora di fare la passeggiata, bisogna essere attrezzati con guinzaglio, pettorina & Co: guida alla scelta e all’uso

Uscire con il proprio amico a quattro zampe è un momento importante per entrambi: non solo lui
avrà modo di fare i suoi bisogni, sgranchirsi le zampe e magari socializzare nell’area cani, ma per entrambi ci sarà la possibilità di approfondire la relazione imparando a conoscersi meglio. Ma è necessaria la sicurezza: abbiamo chiesto a Silvia Bianco, istruttore riabilitatore, quali accessori sono indispensabili per condurre il cane senza pericoli e come vanno usati correttamente.

 

Il guinzaglio

«Meglio scegliere un guinzaglio lungo circa 3 metri, con un anello per ridurlo a 1,5 metri, la lunghezza stabilita per legge per aggirarsi nelle aree urbane e nei luoghi pubblici», suggerisce l’istruttrice cinofila. «Quando ci si trova in uno spazio aperto come un parco o un prato la misura di 3 m consente al cane di perlustrare il territorio e di annusare tutti gli odori che gli interessano: con un guinzaglio più corto si eserciterebbe troppo controllo, una sorta di divieto costante che va riservato solo agli spazi pubblici. Il materiale sarà il più leggero possibile, per non fare sentire l’animale vincolato, ma in comunicazione e relazione con il proprietario, in una condizione di libertà gestita. No invece al guinzaglio allungabile, il cosiddetto flexi: se si estende tutto può spezzarsi e attraverso il collare/pettorina dà tensione. E può anche dare una falsa sensazione di sicurezza al proprietario, che lo porta ad allentare la concentrazione e a distrarsi, magari parlando al cellulare con l’altra mano».

 

Collare o pettorina?

La scelta di attaccare il guinzaglio al collare va limitata ai soggetti davvero molto tranquilli, perfettamente gestibili dai proprietari. «Se invece il cane “tira”, il guinzaglio collegato al collare non solo non gli insegna a non farlo, ma può essere responsabile di danni ai muscoli del collo, alla ghiandola detta timo e alla tiroide, ai dotti linfatici, al midollo spinale, ai nervi, al sistema nervoso simpatico e parasimpatico, alla trachea e alla laringe. Non esagero, può essere pericoloso e ci penso ogni volta che vedo qualcuno “strattonare” al collo il suo cagnolino», mette in guardia l’istruttrice cinofila. «Io consiglio di utilizzare la pettorina ad H, che rispetta il collo e mantiene libere le articolazioni delle spalle. Formata da due cerchi, collegati da due fettucce, va fatta indossare bene, curando che la parte sotto appoggi perfettamente sul torace e che l’aggancio per il guinzaglio si trovi a metà della schiena del cane, così il baricentro sarà bilanciato. Va scelta della misura giusta e deve essere regolabile, anche per adeguarsi alla crescita o alle variazioni di peso di Fido. Non scoraggiamoci se all’inizio il nostro amico non gradirà questa “vestizione”: si può facilitare rassicurando il cane e raggruppando i componenti della pettorina, ma anche rendendo la passeggiata un momento così piacevole che il cane avrà una rappresentazione dell’oggetto del tutto positiva». L’esperta sottolinea un vantaggio comportamentale di questo accessorio: «Il collo è una parte del corpo che i cani usano per comunicare tra loro: lo abbassano, lo torcono per esprimere codici relazionali. Con la pettorina ad H la gola è libera, mentre con il collare è sempre troppo sollevata». Di questa pettorina esiste anche una variante con una maniglia sulla schiena, comoda per i cani di grossa taglia. 

 

La museruola

Per legge la museruola non va sempre indossata dal cane, ma il proprietario deve portarla con sé per potergliela mettere in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali oppure su richiesta delle autorità competenti, oppure se si viaggia su mezzi pubblici. «Attenzione: anche se sembrano più punitive, le migliori museruole sono quelle rigide, a gabbietta o cestello», premette l’esperta. «Lasciano infatti a Fido lo spazio per aprire la bocca e per ventilare così il proprio corpo (ricordate che i cani non sudano e compensano attraverso la respirazione); i modelli detti Baskerville, poi, consentono anche di bere e di mangiare. Meglio evitare invece, soprattutto quando fa caldo, le museruole in nylon a fascetta: apparentemente più “light”, in realtà impediscono al cane di aprire la bocca». Anche se pensiamo di non avere mai bisogno di mettergliela perché il nostro amico non morde, abituiamolo a indossarla: «Un piccolo training preventivo si rivelerà molto utile quando, per esempio, il veterinario dovrà fargliela indossare per compiere qualche atto medico: per il cane non sarà una scioccante novità assoluta».

 

Il trasportino

Se invece della classica passeggiata a sei zampe c’è da affrontare un tragitto o un viaggio, l’accessorio giusto è il “trasportino”. Utile per portare i cani di piccola taglia dal veterinario, è indispensabile in automobile, dove per legge gli animali non possono essere lasciati liberi, per l’incolumità loro e degli altri. «Rigidi, di metallo o di plastica, da fissare con le cinture di sicurezza, sono i più sicuri, anche in caso di incidenti, perché attutiscono gli urti. Quelli morbidi sono però i più confortevoli e rappresentano un nido rassicurante se per esempio il cane soffre di mal d’auto; si rivelano utili anche in treno o in aereo e come cuccia portatile, o come piccolo spazio di contenimento in situazioni di confusione all’aperto», suggerisce l’educatrice. «Un’alternativa per la sicurezza in auto possono essere le reti fissabili tra i sedili anteriori e quelli posteriori. Meglio ancora, le grate estensibili in metallo, più costose ma più sicure».

Cappottini&Co

Ormai per i nostri amici pelosi esistono addirittura delle linee di abbigliamento fashion, con capi di abbigliamento di ogni foggia e materiale. «Ma per favore, non umanizziamoli, neppure se sono dei graziosi minipets: rispettiamo la loro dignità. L’unico acquisto che può avere un senso è il cappottino, nel caso di animali piccoli, con poco pelo, condotti in passeggiate con tanti stop. Sì anche per gli animali più anziani, che patiscono di più gli agenti atmosferici. Optiamo per un modello senza fronzoli, comodo da indossare (i migliori si infilano dalla testa e fissano con il velcro sotto la pancia)». E per quanto riguarda gli impermeabili? «La loro utilità riguarda solo gli umani e i loro appartamenti, perché riducono la quantità di acqua che l’animale si riporterà a casa in caso di pioggia. Ma io li consiglio solo per i cani più anziani», conclude Silvia Bianco.